Quando una casella email aziendale viene compromessa, chi attacca spesso non si fa notare per giorni o settimane. Questi sono i cinque segnali che dovrebbero farti alzare subito la guardia.
I 5 segnali da non ignorare
- Regole di posta che non hai creato: inoltri automatici verso indirizzi esterni o regole che spostano certe email nel cestino
- Clienti che ricevono email strane a tuo nome, magari con richieste di pagamento o IBAN modificati
- Notifiche di accesso o richieste MFA che non hai fatto, soprattutto se arrivano a raffica
- Email inviate che non ricordi nella cartella Posta inviata, o risposte a conversazioni che non hai iniziato
- Password che non funziona più o impostazioni dell’account cambiate
Cosa fare subito
- Cambia la password da un dispositivo sicuro e disconnetti tutte le sessioni attive
- Verifica e rimuovi regole di inoltro e app collegate all’account
- Attiva o reimposta l’autenticazione a più fattori
- Avvisa i contatti che potrebbero aver ricevuto email fraudolente
- Conserva le prove: log di accesso e messaggi sospetti servono per capire cosa è successo
Gli obblighi da non dimenticare
Se la casella conteneva dati personali di clienti o dipendenti, potrebbe trattarsi di un data breach da valutare ai sensi del GDPR, con eventuale notifica al Garante entro 72 ore. Per i soggetti NIS2 si aggiungono gli obblighi di notifica degli incidenti significativi verso il CSIRT Italia.
Come prevenire
MFA, blocco dell’autenticazione legacy, avvisi sugli inoltri esterni, protezione antiphishing e un po’ di formazione al personale riducono drasticamente il rischio. Sono configurazioni che si fanno una volta e proteggono ogni giorno.
Sospetti una casella compromessa?
Chiamami: verifico gli accessi, metto in sicurezza l’account e ti aiuto a valutare gli obblighi di notifica.
